LA ZUPPA DI PESCE DI LAGO NELLA TRADIZIONE SABATINA

Fino a tempi recenti, i Pescatori di Anguillara si riunivano ogni anno, il 30 novembre, per ricordare e festeggiare il loro Patrono, Sant'Andrea Apostolo, il primo discepolo di Gesù che si mise alla sua sequela. Tutti i pescatori locali, che nei periodi di grande espansione della categoria, erano decine e decine di addetti, distribuiti nelle principali Cooperative di San Ferdinando, di San Pietro e della Sabazia, si raccoglievano, unendosi ai pescatori di Bracciano, di Trevignano Romano, alcune volte anche a quelli del lago Trasimeno, per partecipare alla Santa Messa, che veniva celebrata nel Santuario della Madonna delle Grazie, sul lungolago di Anguillara, al cui interno, è collocato un altare con una artistica tela di Sant'Andrea, pescatore come sua fratello Simon Pietro. Ogni anno i pescatori vivevano un momento comunitario di grande festa, reso ancor più solenne dalla costante presenza del Vescovo della Diocesi di Nepi e Sutri, nel cui territorio ricadeva l'intero territorio del bacino lacustre sabatino. Al sacro rito seguiva il dono delle anguille al clero, offerte in un catino di acqua del lago, e un allegro incontro conviviale tra pescatori. Il grande raduno gastronomico della categoria si teneva, però, tradizionalmente, tra giugno e settembre, nella bella stagione, quando le condizioni del tempo erano più favorevoli e, soprattutto, quando la materia prima del desinare, ossia il pesce, abbondava copiosamente. Sempre in riva al lago, ma in varie zone, prima a Pizzo Prato, poi a Borgonara, per tanti anni sul tratto della spiaggia, in prossimità della Chiesina della Madonna della Rena verso il paese, ultimamente sul lido dei Pescatori ai Giardini, i pescatori si ritrovavano per preparare e consumare insieme la tradizionale, annuale, grande ZUPPA DI PESCE DI LAGO. Tutti si adoperavano utilmente nelle varie mansioni che ciascuno si prendeva. Sulla spiaggia veniva acceso con la legna un grande fuoco, sopra il quale venivano alzati enormi calderoni per la bollitura di tutti gli ingredienti richiesti per la preparazione della zuppa, seguendo rigorosamente la ricetta tramandata dalla tradizione locale. In tempi remoti veniva usato un paiolone di rame di oltre 400 litri. Quando l'uso del rame venne soppiantato dall'alluminio, si usavano marmitte di alluminio di grande capienza. Nei contenitori, riempiti di acqua, mandata in ebollizione, cuocevano per ore e ore le svariate specie di pesce: tinche, coregoni, anguille, lucci, persici, cefali, quando si riusciva a prenderli, e altre specie ittiche. Il pesce veniva cotto e aromatizzato con il prezzemolo, con il sedano, le patate, i pomodori, le cipolle, soprattutto con la mentuccia locale. Con lunghi mestoli e schiumarole si girava in continuazione il composto in ebollizione fino ad ottenere un brodetto denso e saporito che veniva filtrato con un colatoio e versato bollente, per il consumo, nei piatti o nelle terrine pavimentate di pane raffermo e bruscato. Il risultato, sempre garantito, si concludeva con un plateale successo, che vedeva tutti concordi nel tessere gli elogi dei pescatori cuochi. La zuppa di pesce di lago nel contempo si radicava sempre più e entrava a pieno titolo come piatto tipico, di grande pregio, nella tradizione culinaria del lago sabatino. Oltre alla preparazione della zuppa di pesce venivano fritti su capienti padelloni grandi quantità di anguille e latterini, oltre gli immancabili gamberetti di acqua dolce, che si indoravano di porpora e venivano presi d'assalto con le mani per le magiche virtù di cui si narrava. Non mancavano poi i coregoni, rosolati sulle graticole al bruciore dei tizzoni accesi, sempre sulla spiaggia. All'annuale ZUPPA dei pescatori venivano invitate a prendere parte le Autorità civili e religiose del luogo, i rappresentanti delle Forze dell'ordine e tanti amici della categoria. Si consumava il pranzo in piedi o poggiandosi ai tavoloni improvvisati alla meglio per la circostanza. Ogni prodotto era genuinamente del luogo. Fuorchè il vino, che talvolta faceva brutti scherzi, alzando di troppo l'esuberanza di molti convitati.

Questo è il menù con cui delizieremo i vostri palati il prossimo 18 e 19 maggio a Piazza del Molo:

Zuppa di Pesce di Lago "Il Brodetto "
Coregone gratinato al forno
Lattarino fritto
Patatine fritte
Acqua/vino bianco
Dolce.

Ai primi 400 che ordineranno il piatto forte del nostro menù regaleremo la ciotola in terracotta scritta a mano dai nostri volontari.